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EVOLUZIONE NATURALE DELLA GOLA DEL FURLO

I pannelli espositivi di fronte a te, illustrano l’evoluzione geologica della Gola del Furlo, un processo iniziato nel Giurassico (circa 200 milioni di anni fa), quando l’area era occupata da una piattaforma carbonatica in ambiente marino tropicale e a bassa energia, paragonabile agli attuali ambienti delle Bahamas.

Successivamente, una fase di tettonica distensiva portò alla formazione di un bacino marino articolato in horst (blocchi rialzati) e graben (blocchi sprofondati). Queste discontinuità strutturali influenzarono fortemente la sedimentazione, determinando la deposizione di formazioni caratteristiche come il Rosso Ammonitico e il Bugarone, testimonianze di ambienti marini profondi e di sedimentazione condensata, al cui interno si sono ritrovati importanti fossili, le ammoniti.

Il bacino continuò ad approfondirsi fino all’inizio dell’orogenesi appenninica, tra 30 e 10 milioni di anni fa, quando le spinte tettoniche dovute alla convergenza tra la placca africana e quella euroasiatica causarono la deformazione, la piegatura e il sollevamento dei sedimenti marini. In questa fase si originò l’anticlinale del Furlo, una struttura tettonica in cui affiorano al nucleo le formazioni più antiche.

A partire da circa 5–6 milioni di anni fa, l’erosione selettiva esercitata dal fiume Candigliano ha inciso profondamente il nucleo della piega, contribuendo alla formazione della Gola del Furlo. Questo processo è stato probabilmente accelerato dai cambiamenti climatici legati alle glaciazioni quaternarie.

Oggi, la Gola del Furlo si presenta come una spettacolare finestra naturale sulla storia geologica dell’Appennino.

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